Il panorama della medicina contemporanea sta vivendo un cambio di paradigma fondamentale: il passaggio da un approccio standardizzato a uno strettamente personalizzato. Di questo e molto altro si è discusso durante l’ultima edizione del Congresso di Ozonoterapia Integrata Moderna, un evento che ha riunito i massimi esperti del settore per esplorare le nuove frontiere delle cure sistemiche. Tra i protagonisti della manifestazione, il Dott. Giorgio Carta ha offerto un contributo di rilievo con la sua relazione dal titolo: “Ozonoterapia sistemica e terapie infusionali: dal perché al come”.
Un ponte tra scienza e clinica pratica
La relazione del Dott. Carta si è concentrata sulla necessità di integrare l’ozonoterapia sistemica (come la GAET – Grande Autoemoterapia) con i protocolli di medicina infusionale, un binomio che promette risultati straordinari nella gestione delle patologie croniche, infiammatorie e nel supporto alla longevità.
Il cuore dell’intervento è stato il passaggio cruciale dal “perché” — ovvero le basi biochimiche e fisiologiche che rendono l’ozono un potente modulatore dello stress ossidativo — al “come”, inteso come l’applicazione pratica, sicura ed efficace della terapia. “Non si tratta solo di somministrare un trattamento,” ha spiegato il Dott. Carta durante il suo intervento, “ma di orchestrare una sinergia di elementi che rispettino l’unicità biochimica di ogni singolo paziente.”
La personalizzazione: il cuore pulsante del congresso
Uno dei temi ricorrenti del congresso è stata la critica ai “protocolli rigidi”. L’esperienza clinica condivisa dai relatori ha confermato che l’efficacia dell’ozonoterapia è direttamente proporzionale alla capacità del medico di adattare la cura al terreno biologico del soggetto. In questo contesto, la visione del Dott. Carta, che unisce le competenze di medico chirurgo a quelle di psicologo ed esperto in medicina funzionale, si è rivelata preziosa per inquadrare il paziente nella sua totalità (PNEI – Psiconeuroendocrinoimmunologia).
Il congresso non è stato solo un momento di aggiornamento scientifico, ma una vera e propria “officina di condivisione”. Come sottolineato dallo stesso Dott. Carta, il valore aggiunto è stato rappresentato dall’interazione con i partecipanti: un pubblico appassionato composto da medici, biologi e professionisti della salute che costituiscono il vero motore di questa disciplina.
Ozonoterapia e Terapie Infusionali: le nuove frontiere
Durante le due giornate, è emerso con chiarezza come l’ozonoterapia moderna non possa più essere considerata una pratica isolata. La sua integrazione con le terapie infusionali (flebo di nutrienti, antiossidanti e complessi vitaminici) permette di massimizzare l’azione rigenerativa e antinfiammatoria dell’ossigeno-ozono.
I punti chiave discussi hanno incluso:
- Modulazione del sistema immunitario: l’ozono come “allenatore” delle difese naturali.
- Ottimizzazione del metabolismo energetico: il supporto mitocondriale attraverso l’integrazione infusionale.
- Sicurezza e precisione: l’importanza di strumenti e strategie che garantiscano una pratica centrata sulle reali esigenze del paziente.
Conclusioni e ringraziamenti
Il successo dell’evento è frutto di una collaborazione sinergica tra organizzatori (come il team di 360GradiEventi), moderatori e relatori di alto profilo. Al termine dei lavori, resta la consapevolezza che la strada verso una medicina più umana, efficace e scientificamente rigorosa passi necessariamente per il confronto continuo e l’umiltà della condivisione clinica.
Per il Dott. Giorgio Carta, l’esperienza napoletana e le successive tappe formative a Bologna rappresentano un ulteriore passo nel percorso di divulgazione della Medicina Infusionale Integrata, con l’obiettivo di fornire ai colleghi e ai pazienti strumenti sempre più raffinati per il recupero del benessere e della vitalità.
